Brutti ma buoni – di “K”

brutti ma buoni raccontidicucina

 

Brutti ma buoni – di “K”

dalla redazione.

K è un amica conosciuta in una famosa “tavola” impressionati dalla sua produzione culinaria ci siamo visti ad arruolarla senza indugi… e lei molto gentilmente ha accondisceso. Grazie! 😉

Signori: K!

Chi mi conosce sa che quando vado in ansia produco tonnellate di meringhe ed è giocoforza che sfornando crostate allo stesso ritmo di chi sbadiglia quando ha un sonno da morire, la mia produzione di meringhe sia stata supportata dall’essere diventata il prototipo di mamma media italiana, ossia ansiosa per natura… ora con l’avvicinarsi dell’inverno le mie meringhe si trasformano in quelli che vengono definiti “Brutti ma buoni”… e buoni lo sono davvero perché alla ricetta base delle meringhe viene aggiunta frutta secca ridotta a granella, normalmente nocciole (ma ho testato anche un mix di nocciole, mandorle e noci che non era niente male).

La tradizione vuole che questi dolci siano originari di Gavirate, alcuni dicono di Borgomanero, e che siano grandi come una “castagna”.. ecco… sulle dimensioni i miei non avrebbero superato il test antidoping! 🙂
Ingredienti:
120 gr di albumi
120 grammi di zucchero 
120 grammi di zucchero a velo vanigliato
150 granella di nocciole o mandorle
un pizzico di cannella (a piacere)
 
Procedimento:
Montare a neve ben soda gli albumi, unirvi sempre mescolando le mandorle tritate, lo zucchero e lo zucchero a velo vanigliato ed il pizzico di cannella. Cuocere il composto a bagnomaria per circa mezz’ora continuando a mescolare. Far riposare in frigorifero per un’oretta circa. Stendere su carta forno tanti mucchietti di composto dando loro una forma irregolare (devo essere proprio brutti… che soddisfazione in un mondo che ci vuole per forza “fighi”!).
Cuocere in forno ventilato a 125° per una mezz’oretta, girarli e farli cuocere un’altra mezz’oretta anche sotto. Lasciarli raffreddare e conservarli in una scatola di latta ben chiusa.
Nota di K: cambiando la lavorazione se al posto dell’albume ci mettete la farina e al posto della cannella del marsala secco, dalle mie parti questi biscotti si trasformano in OSS DI MORT, biscotti secchi e duri che venivano confezionati nelle festività dei primi giorni di novembre…ma questa è un’altra ricetta…
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...